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divi

Opere di misericordia

Hoc opus fecit fieri

Si tratta di due cicli di affreschi, (uno datato 1387 e con la firma del committente: Hoc hopus fecit fieri… domenichus… de pendolasco, e l’altro del Quattrocento), rinvenuti a Poggiridenti in contrada Zocca, nella casa di Adriano Toloni, durante i lavori di ristrutturazione. Tema degli affreschi: le Opere di misericordia corporale.
Ma perché proprio questo tema religioso in una dimora privata, quella dei Da Pendolasco, seppur la più importante del borgo e di spicco nella vita politica della valle? E poi, perché la sovrapposizione di un affresco all’altro, con lo stesso tema, e a distanza di pochi anni?
Infatti, durante lo stacco del primo affresco, quello del Quattrocento, avvenuto nel 1963, è emerso con gran sorpresa quello del 1387! Quest’ultimo, staccato nel 1969, è stato acquisito, insieme al primo, dal Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio. Ed è proprio per gentile concessione del Museo di Sondrio che gli affreschi sono “ritornati” a Poggi dal 29 settembre al 4 novembre 2012.
Nel pomeriggio di sabato 29 settembre, alle ore 17.00, nell’Oratorio di Cristo Salvatore, adiacente alla chiesa parrocchiale di Poggiridenti, nella pregevole cornice degli affreschi ligariani, è stato trattato il tema: “Le Opere di misericordia di Poggiridenti: due cicli particolari nella pittura lombarda fra Tre e Quattrocento”. Relatori: Angela Dell’Oca, direttrice del MVSA di Sondrio, e Franca Prandi, studiosa di storia locale, nonché presidente dell’Associazione San Fedele. Al termine della conferenza è seguita l’inaugurazione della mostra, allestita nella Torre dei Da Pendolasco, gentilmente concessa dal Comune di Poggiridenti, della quale ora è proprietario.
Il tema del 29 settembre, insieme all’appuntamento del 6 ottobre: “La Torre dei Da Pendolasco: la storia e i saggi sugli affreschi” di Franca Prandi e Giorgio Baruta e a quello del 13 ottobre: “La società valtellinese del Basso Medioevo nello specchio delle sette Opere di Misericordia: istituzioni, identità locali, solidarietà” di Massimo Della Misericordia, hanno costituito un trittico culturale unico per la realtà locale.